... quello prossimo prevede che io vada a prepararmi (Barba, doccia, "divisa", etc.) e mi incammini verso l'uscita in strada della traversina dove abito per aspettare i "colleghi di lavoro" e andare a passare un sabato sera a camminare avanti e indietro trasportando vivande a un tavolo o all'altro. Lo faccio da tempo per tirare avanti, forse per camminare in avanti, per evitare di chiedere ai miei il denaro, questo sconosciuto che entra ed esce dalle nostre tasche, dai nostri portafogli, così, come un raggio di sole che per un attimo entra nella fessura di una grotta e poi esce, questo totem, questo simbolo della società odierna senza il quale si rischia di essere meno di nessuno (Agli occhi della stessa ovviamente). E allora quando si parla del futuro il denaro a volte è sottinteso, spesso è l'argomento principale: "Voglio fare questo!" "Ce li hai i soldi?" "No" "E dove ti avvii?" ... chimera irraggiungibile.
Quando cammino per i tavoli del locale mi arrivano le voci delle persone ad essi sedute, spesso semplici ragazzi come me, a volte signori o famiglie, e loro no, non parlano del denaro se non quando c'è da pagare il conto, probabilmente perché il sabato sera ci si svaga, o forse perché loro non lo sentono o non ce l'hanno questo problemone del denaro.
Io? Eh beh, un po' si ce l'avrei ma non posso lamentarmi, camminando per quei tavoli, e anche per lettini sulla spiaggia, riesco a comprare libri e anche a viaggiare abbastanza perché i miei genitori possono tranquillamente mettermi un piatto a tavola, ci sono persone che devono farlo per mantenere, a stento, una famiglia, forse dovrei sentirmi fortunato... ma non posso, non ce la faccio... perché c'è chi sta meglio? No, perché potremmo stare tutti meglio, senza esclusioni. E allora mi rendo conto che l'errore è lì davanti ai nostri occhi ma non lo notiamo, non lo vogliamo notare, anzi cerchiamo di scacciarlo via come quando una mosca ci ronza intorno, perché siamo diventati mentalmente statici, inermi agli attacchi che vengono dall'esterno, perché, alla fine, ci sta bene... Pensiamo di andare avanti, che addirittura ci stiamo evolvendo, pensiamo di camminare verso il successo, in realtà stiamo fermi allo stesso punto da tempo, facciamo quel passo avanti e quel passo indietro che ci danno l'illusione del "movimento" e spesso il passo indietro è leggermente più lungo ma non danno modo di farcene rendere conto... chi? Eh, bella domanda... loro, quelli di cui si parla a volte mentre si cammina per strada, quelli che vengono fuori nel discorso quando un "Comunista" attacca qualcuno o quello di destra attacca i "Comunisti" e ci si da addosso come bestie, senza concludere nulla, perché poi ci si attacca alle solite cose "Quello è stato nella p2", "Quell'altro mangia i bambini..." etc. ma non si parla di ciò che accade, di come mutino le cose sotto ai nostri occhi e di come esse diventino routine in poco tempo, di come le si accantonino lì... ed io, quando cammino per tavoli e lettini, per strada, per le piazze, non sento parlare di come il mondo vada a rotoli e allora continuo a camminare in cerca di qualcuno che lo faccia, e mi viene in mente di quando in televisione sentii un vecchio operaio che raccontava, con una vena di malinconia, i suoi primi anni di lavoro, quando si arrivava in fabbrica e si parlava di politica, della famiglia, valutando se andasse bene così o meno, e non andava bene, non come oggi, che va peggio, tempi in cui quel povero vecchietto deve aspettare una misera pensione, sentendo discutere alle proprie spalle di argomenti inerenti ai reality o ai talk show, vedendo davanti a se un muro, nessun cammino. E oggi si arriva a scuola o in facoltà e si trattano questi argomenti di "svago", tralasciando spesso la nostra situazione di stallo, di regressione, per come la vedo io.
E allora mi chiamerete "Comunista" solo perché vorrei discuterne ogni giorno, perché secondo me dal confronto nascono le idee, nasce il vero movimento "in avanti", perché se ci si confronta in pochi, sporadicamente e soprattutto separatamente, le speranze cadono subito, perché mi piace l'ideale di quell'utopia, che alla fine a nessuno farebbe del male, perché quando leggo una citazione di uno scrittore uruguaiano mi brillano gli occhi e, anche se magari a voi non brilleranno, io ve la lascio qui e, aspettando il futuro, mi incammino...
"L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare."
Eduardo Galeano
Giacomicchio || 17:46 ||
lunedì, 18 maggio 2009
commenti ||
commenti (popup)
... guardo le foto di quattro ragazzi, quattro amici, in giro per Firenze, la stupenda Firenze. Le guardo e davanti ad alcune di esse il sorriso si apre sul mio volto, perché dopo tre anni ancora ricordo precisamente come sono andate le cose in quei quattro giorni. Si, sono proprio tre anni precisi, senza volerlo, le ho riguardate proprio oggi, primo novembre, e proprio in questi giorni eravamo insieme, uniti come non mai, a dirci e riprometterci che quel viaggio l'avremmo ripetuto altre mille volte; ma le cose cambiano, cambiano le persone e succedono cose che magari non ti aspettavi, cose che non puoi mettere in programma, anche perché non le vuoi nel tuo "Programma di vita", se uno se ne potesse avere, ma è meglio non averlo, almeno questo ho capito della vita. E allora il sorriso si chiude, e sono preso da nostalgia, tanta tanta nostalgia di quei quattro ragazzi a cui nulla importava di cosa mangiare, dove sedersi, dei venti centesimi caduti nell'acqua della mozzarella del salumiere bastardo o del noleggiatore di biciclette razzista nei confronti dei napoletani, la cosa necessaria era stare insieme e per tanto tanto tempo. Quel tempo pare finito, oramai, già da un po' e mi mancano, dio quanto mi mancano quei quattro ragazzi, e quante volte ho pensato di richiamarli per una serata insieme ma le parole che si sentono da parte di alcuni, fanno capire che proprio non c'è nulla da fare e allora ho preso questa foto e me la son messa come sfondo del desktop, cosa futile penserà qualcuno, ma lasciatemi sognare allora vi dico e scusate se mi viene il groppo alla gola...

Giacomicchio || 12:02 ||
venerdì, 02 novembre 2007
commenti (2) ||
commenti (2) (popup)
... che non arrivi, dove sei? Ti aspetto impaziente davanti allo schermo, mi fai venir da scrivere quasi quasi...
Pensavo proprio al mare, perché "proprio" non lo so, ma pensavo proprio al mare: quello che io guardo dalla spiaggia, quello che i volatili osservano dall'alto in cerca di prede, quello che si scaglia con rabbia e veemenza contro la roccia frastagliata, potente, incontrollabile, quello che si appiattisce senza vento, quello che si colora di rosso alla sera e di bianco quando la luna è piena, quello che culla i pescatori, quello che affonda i suoi artigli negli abissi più profondi, quello che all'orizzonte tocca il cielo, quello caldo delle notti d'estate, quello freddo dei primi d'ottobre, quello immenso e sterminato, quello mai del tutto scoperto, quello che incuriosisce e fa paura, quello che avvolge e cattura, quello che prende e porta altrove i pensieri e i segreti della gente, quello che suona nel silenzio dell'autunno... pensavo a quel mare, e mi sentivo libero...
Giacomicchio || 04:01 ||
domenica, 07 ottobre 2007
commenti ||
commenti (popup)
... sono qui a pensarla, dopo aver parlato a telefono per mezz'ora, dopo aver ascoltato la sua voce in silenzio, a volte senza carpire le parole ma giusto per il piacere di sentirla parlare, dopo aver sorriso mentre le sussurravo frasi come se l'avessi avuta qui accanto, è rimasta nella mia testolina, c'è oramai da tempo e mi sembra che ci sia da sempre, lei... lei... quanto ho aspettato lei e, dopo quasi sei mesi, ancora stento a credere che lei è lì a ricambiare le mie dolci parole, a sorridere ad ogni mio sorriso, a sostenermi quando qualcosa non va, a darmi forza nel realizzare i miei sogni e a stringermi forte a se facendomi sentire importante... voglio correre, voglio volare, voglio fantasticare, una voce nella testa fa "Potrebbe finire!", ma si che potrebbe finire, tutto potrebbe finire e allora? Io mi godo questi giorni, mi godo i nostri momenti, mi godo i nostri sogni e i nostri viaggi nel futuro, senza freni, senza limiti, solo con tanta passione e ci sto bene, ci sto una favola, avvolto nelle coperte a pensare cosa faremo l'indomani quando ci vedremo, con gli occhi che mi brillano quando parlo di lei agli altri... ci sto un amore...
Giacomicchio || 03:44 ||
domenica, 23 settembre 2007
commenti ||
commenti (popup)
... fatti di arance ancor acerbe e foglie sempreverdi, con qualche nuvola nel cielo alle loro spalle, osservo dalla finestra lasciata aperta ieri sera perché il caldo ha fatto solo finta di andarsene. Il vento entra senza chiedere il permesso e scivola sul mio corpo steso sul letto dandomi piacere e piccoli brividi; il pettirosso e il merlo si contendono l'aspra polpa e i semi dell'arancia aperta da qualche topolino durante la notte, tra i rami contorti svolazzano senza tentennare, "Forza pettirosso" mi esce dalla bocca, ho sempre tifato per il più debole...
Io la penso, come faccio ogni mattina, penso a dove sia, se è già sveglia o se sta dormendo con quell'aria da bambina che mi ha fatto perdere la testa, come sempre, mi esce il sorrisino da deficiente sulle labbra e mi alzo mentre il vento si è calmato, le nuvolette hanno coperto il sole e, come prevedibile, il merlo ha mandato il pettirosso che, no Giacomo, non lo farà, non tornerà con lo stormo di pettirossi a cacciare il prepotente... uff... piccole delusioni della vita... per fortuna che c'è spazio anche le piccole soddisfazioni...
Giacomicchio || 14:36 ||
mercoledì, 19 settembre 2007
commenti ||
commenti (popup)
... amica mia,
da quasi tredici anni correvi, giocavi e abbaiavi attorno casa e adesso sei andata via.
Quante volte hai aspettato paziente il mio ritorno, la sera tardi, per ricevere la libertà che non hai avuto di giorno in tutti questi anni; arrivavo e iniziavi a scodinzolare, a saltare e mi hai guardato quasi con sguardo di rimprovero quando ho bevuto troppo, o forse me lo sono immaginato io sotto i fumi dell'alcol, ma, prima di cominciare a gustare il tuo pasto con quell'aria soddisfatta, mi hai sempre fatto una festa.
Ricordo ancora quando arrivasti in famiglia: avevi pochi mesi, papà ti portò in braccio dalla macchina e quando ti posò a terra nel cortiletto di casa, tu facesti un passo a destra e poi uno a sinistra, completamente spaesata e sempre con quell'espressione dolce che hai tenuto fino a stamattina, quando i tuoi occhi si sono chiusi.
Hai lasciato un vuoto nella tua cuccia, quella che tua figlia guarda ogni tanto, con la speranza di vederti uscire, ma penso che tra qualche giorno realizzerà anche lei che non ci sei più, anche se già adesso la vedo un po' triste.
Sappi che ogni sera, quando tornerò a casa, ti penserò.
Ciao piccolina mia, mi mancherai.
Giacomicchio || 16:10 ||
lunedì, 17 settembre 2007
commenti ||
commenti (popup)
... maledetta inquilina della mia testa rimani perpetua, vegetante in questo luogo lungi dall'andar via, altrove, lontano da qui dove io oramai piango alla tua presenza opprimente e guardo fuori dalla finestra sperando di vederti lontano allontanarti sempre accompagnata dal tedio che crei in me, chi dice voluto chi causato dal mio non impegno, chimera di questa vita l'impegno non si presenta al mio cospetto o forse non dipende da lui; la solitudine oramai lontana, scomparsa, almeno lei, sono rimasti comunque in troppi in questo spazio dove come coinquilini dell'indecisione tengo l'incertezza, sua sorella, e i miliardi di pensieri (
Quei quattro stracci...) che la mia vita partorisce e continua a partorire... sono stanco di tutto, non so cosa voglio fare a volte mi chiedo se qualcosa la voglio fare... voglio fuggire voglio andare via voglio non tornare più voglio avere la testa veramente libera voglio un'altra vita voglio ricominciare da zero voglio analizzare ciò che voglio un po' prima voglio capire capire capire che cosa vuole la vita da me cosa voglio io da lei se vogliamo qualcosa da noi stessi... voglio fermare il tempo e analizzare pensiero per pensiero, voglio poter dare risposta sicura ad ogni domanda, voglio capire se sono l'unico demente qui a deprimersi e a farsi tutti questi problemi per la vita, voglio annullare tutto, premere un tasto e ricominciare, lo voglio più di ogni altra cosa... voglio che questo mal di testa vada via voglio che finisca tutto voglio che... voglio avere un obiettivo, preciso indissolubile al quale puntare "E' presto, ponitelo adesso", no è tardi già ho cambiato meta più volte, "Vai adesso ed impegnati", non sento di avere le capacità per farlo, "Impegnati", ma no, se va male poi sarà davvero tardi...
tardi e presto, presto e tardi, ah se solo tardi fosse presto e presto fosse tardi, sarebbe prestissimo o forse tardissimo o forse sarebbe il tempo giusto per mandare tutto a farsi fottere e ricominciare, perché no...
...non lo so...
Giacomicchio || 15:58 ||
lunedì, 10 settembre 2007
commenti ||
commenti (popup)
... mi domando quante altre volte ancora penserò che devo cominciare a prepararmi, che tra un po' devo trovarmi sotto casa di Marco per andare a lavoro...
... il sabato, alle 16 e ventitré...
... la lavatrice in veranda gira e rigira, vorrei finire di vedere quel film ma ho troppo poco tempo, dovrei farmi la barba...
... il sabato, alle 16 e ventitré...
... i miei amici sono spensierati chissà dove a pensare alla sera e a cosa fare, io sono qui che mi annoio a pensare dove sarà la maglietta della Tuborg o della Guinness...
... il sabato, alle 16 e ventitré...
... sono ancora davanti al pc, mia nonna urla "E' tardi!!!", il sole comincia ad affacciarsi nella mia veranda...
... il sabato, alle 16 e ventitré...
... si, vorrei non dover andarmene, vorrei restare o poter uscire per vedermi con gli amici o con lei ma poi si fanno le 16 e trentatré...
e il sabato, alle 16 e trentatré, io devo andare...
Giacomicchio || 16:35 ||
sabato, 01 settembre 2007
commenti ||
commenti (popup)
... tra un capitolo del libro di spagnolo ed un altro, le serate con l'amico Nicola da Padova e i mille pensieri che fanno riunioni tutta la giornata nella mia testa; intanto un'amica mi manda bei messaggi da fuori, messaggi di amicizia, la nostra amicizia che voglio non finisca mai;
lei? Lei è ad Antalya in Turchia per il viaggio con la madre e quanto mi manca lo so solo io... odio questi sms del cacchio!!!
Dalla settimana prossima pare aumenteranno le giornate di lavoro che significa:
++ Aumento stipendio settimanale (Finalmente si respira)
+ Mi muovo un po'
- Diminuzione del tempo da dedicare a lei e all'amico patavino
- - Io di "questo" lavoro ne ho piene le palle!!!
- - - Per uno studente non c'è niente di meglio (Almeno qui a Napoli)
conclusione? non lo so, ma lo farò come faccio da quasi due anni a questa parte.
Intanto ho contattato un regista di teatro abbastanza affermato con cui avevo un lavoretto in sospeso e pare proprio che lui voglia riprenderlo! Bello bello, mi farà sapere... speriamo....
So che posso essere ripetitivo ma mi manca e mi manca tantissimo e lo dico appunto perché seguo il flusso quando scrivo e in realtà se lo seguissi per bene ci sarebbe un "mi manca" ad ogni capoverso, ditemi che sono troppo attaccato, che sono sdolcinato, ma non posso farci nulla, mi ha fatto un incantesimo, come mi disse una volta, e a me quest'incantesimo piace da morire, sto troppo bene così e quando la penso gli altri pensieri volano via e c'è solo lei li con la mia voglia di vederla, parlarle, baciarla e tenerla stretta a me per il più possibile...
... non vedo l'ora che ritorni...
Giacomicchio || 16:03 ||
giovedì, 23 agosto 2007
commenti ||
commenti (popup)
... da una tristezza improvvisa e ingiustificata, mi son tuffato tra le lenzuola cercando conforto nel riposo, ancora riposo.
Quasi mi sento vecchio per quanto riposi, dovrei attivarmi un po' e il solo leggere i libri per l'esame di spagnolo non è classificabile come attività!! Adesso anche l'essere un po' triste è una buona scusa per coricarmi e non va bene... via ora sono ancora in accappatoio, devo vestirmi e uscire da questa casa... è agosto cacchiarola!!!
Intanto ieri e l'altro ieri sono stato con lei dai nonni a Baia Domizia sul mare, sono stato benissimo ma oggi ha subito trovato modo per farmi incavolare... uff!!!
Avevo deciso che oggi non ci sarebbero state incomprensioni o discussioni e invece...
Bah, stasera spero chiarificheremo...
Giacomicchio || 19:35 ||
domenica, 19 agosto 2007
commenti ||
commenti (popup)